Villa Papadopoli Giol, il gotico inglese nella campagna veneta

Palazzo ottocentesco in stile neogotico inglese, il castello Papadopoli Giol, vero e proprio angolo di vecchia Inghilterra nel bel mezzo della campagna trevigiana, si trova a San Polo di Piave ed è costruito sui resti di un antico castello medievale.

villa papadopoli giol - raixe venete
L’edificio porta il nome degli ultimi due proprietari. I Papadopoli, famiglia di ricchi commercianti originari di Corfù, verso la fine del XVIII secolo si trasferirono a Venezia e, facendo in breve tempo fortuna, diventarono tra i personaggi più ricchi ed influenti in città.
Nell’entroterra veneziano fecero subito molti investimenti tra i quali, appunto, il feudo di San Polo di Piave, dove iniziarono a ristrutturare un palazzo preesistente, l’antico castello quattrocentesco dei conti Da Tolentino e successivamente dei Nobili Gabrieli, patrizi veneziani.
Nel 1865 vi fu una prima modifica dell’edificio, ma i veri e propri lavori di ristrutturazione ed ampliamento in chiave neogotica risalgono agli anni tra il 1880 e il 1890. Numerosi sono gli architetti che vennero interpellati per effettuare il restyling del palazzo, tra i quali anche Giuseppe Jappelli, autore del celeberrimo Caffè Pedrocchi a Padova, ma fu quello di Giovan Battista Ferrante il progetto più convincente. L’architetto torinese propose un radicale adattamento del palazzo in stile neogotico, di gran moda in quel periodo in tutta Europa. Gli interni vennero decorati con sfarzosi arredi, numerose opere d’arte e, all’esterno, fu realizzato anche un ampio parco con laghetti, peschiere, fontane e cascatelle d’acqua su progetto dello scenografo Francesco Bagnara.
La sontuosa villa di San Polo ospitò, negli anni di maggiore fasto, numerosi ospiti illustri ed eventi importanti dell’epoca. Per citarne uno fra tutti, nel 1902 fu la location da favola per il matrimonio di Clotilde Vera Papadopoli con il conte Gilberto Arrivabene Valenti Gonzaga, al quale fu presente tra gli invitati anche la regina Margherita di Savoia.
Fortuna e benessere, però, non continuarono ancora a lungo a sorridere alla famiglia corfiota. Con lo scoppio della Grande Guerra, Villa Papadopoli Giol venne usata come caserma dagli austriaci e bombardata dagli italiani e nel 1919 i Papadopoli, sommersi dai debiti, furono costretti a venderla.

L’edificio venne acquistato da Giovanni Giol, figlio di contadini partito poverissimo da Vigonovo di Fontanafredda che aveva fatto fortuna in Argentina diventando uno dei più grandi produttori di vino e, finita la Prima Guerra Mondiale, tornò in Italia ed acquistò numerosi terreni nelle zone di San Polo, Ormelle, Mareno di Piave e Cimadolmo. Tra questi Villa Papadopoli, poi Giol, che si premurò di sistemare dai danni subiti nel corso della guerra per farne la sua residenza.
Fervente sostenitore del Fascismo negli anni Venti e Trenta e podestà locale, Giol organizzò proprio in villa un grande raduno fascista il 14 settembre del 1927.
L’affascinante villa, con i suoi finestroni neogotici, gli alti pinnacoli, le due torri quadrate e le finestre all’inglese, è oggi utilizzata come location per cerimonie e viene aperta al pubblico solamente alcuni giorni all’anno in occasione di particolari ricorrenze.

di Elisa De Conti

Scrivi on comento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


NOTA BEN: la Botega de Raixe Venete par qualche jorno no sarà ativa: tuti i ordini i vegnerà evaxi da metà setenbre, dopo la Festa dei Veneti 2017 che se tegnerà a Cittadella/Sitadela -PD- el 9 e 10 de setenbre! Te spetemo a la Festa co tuti i nostri prodoti!