Venezia fortificata: Forte Marghera

Il villaggio di Malghera era il principale luogo di interscambio tra la terraferma veneziana e la città. Si estendeva lungo il canale ‘Cava Gradeniga’ (ora, comunque modificato, Canal Salso) dove le merci, principalmente derrate alimentari, venivano caricate sui battelli. Il ponte translagunare, ovviamente, non esisteva ancora.Forte-Marghera-raixe venete

Dopo la caduta della Serenisima Republica (12 maggio 1797) e con la prima occupazione francese, il luogo venne designato per la costruzione di una struttura militare che doveva essere caposaldo e principale fortezza per la difesa dalla terraferma della città e, allo stesso tempo, avamposto per il controllo della stessa.
I lavori veri e propri iniziarono con la prima occupazione austriaca, avvenuta l’anno seguente a seguito del trattato di Campoformido. Il borgo, con la relativa chiesa, vennero smantellati e gli abitanti insediati nell’area dell’odierna Marghera, qualche chilometro a sud-ovest.
E’ la volta della seconda occupazione francese (1806) e la fortezza, ancora in costruzione, passa ai francesi che proseguono nell’opera di costruzione. Nel 1808 l’area è teatro di battaglia e la difesa francese si avvale anche del vecchio forte Manin (zona parco San Giuliano), considerato avamposto verso nord del grande forte Marghera.

Quindi nel 1815, con il trattato di Vienna, nuovo insediamento austriaco.
La dominante austriaca ripristinò e potenziò le fortificazioni veneziane, completò forte Marghera e costruì altre fortezze più moderne per difendere, e soprattutto controllare, l’importante città-simbolo del regno Lombardo-Veneto.

Nel tentativo di far risorgere la Serenissima Repubblica, memorabile fu la difesa nella ‘calda’ estate del 1848 (fino a maggio 1849) del forte Marghera, allorquando la fortezza venne tenuta dai volontari della Repubblica di Manin. I 2.500 uomini al riparo del forte vennero assediati da una armata di 30.000 soldati austriaci con numerosa artiglieria.
Gravemente danneggiato il forte, gli assediati ripararono fortunosamente a Venezia e la repubblica di Manin resistette per altri due mesi.

Per tutto l’ottocento Mestre visse di indotto militare e la dislocazione urbanistica venne pesantemente influenzata dalle esigenze militari. Gli austriaci costruirono un primo ponte ferroviario tras-lagunare, con la linea ferrata che, non a caso, era controllata dal forte Marghera.

Con il passaggio della regione al Regno d’Italia, forte Marghera divenne la centrale operativa del Campo Trincerato di Mestre con la doppia corona di fortezze di terraferma.

La struttura attuale del forte è molto complessa. Si sviluppa su numerose isolette artificiali attorno al nucleo centrale della fortezza.
L’area è in parte in abbandono, con evidenti segni dell’incuria e del tempo, solo alcune parti sono utilizzate.
Esistono, tuttavia, progetti di recupero e valorizzazione che dovrebbero sfociare in qualcosa di concreto e molto valido.edifici-forte-marghera-raixe-venete

Forte Marghera merita sicuramente la visita. Il luogo è molto interessante e sorprendente sotto molti aspetti.
Nelle aree interne e in alcuni edifici si svolgono diverse attività di alcune associazioni.
Interessante il costituendo Museo delle Imbarcazioni Tradizionali (Mit).
Anche i numerosi edifici in gravissimo stato di degrado sono, fotograficamente, molto interessanti e possono rientrare nella categoria ‘archeologia industriale’.
Per la visita i luoghi più notevoli sono le caserme francesi, la polveriera austriaca e la polveriera francese, i volti del ponte sull’interrato canale ‘Cava Gradeniga’, le lunghe bastionate in terrapieno e le vaste aree rinselvatichite e rinaturalizzate.

Il forte è da considerare come il baricentro per lo studio dell’interessantissima storia del Campo Trincerato di Mestre. Storia imprenscindibile per la conoscenza della città di Mestre ed anche della Venezia ottocentesca, nonché tassello nello studio della storia risorgimentale fino alla grande guerra.

 

fonte: magicoveneto.it

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