Silbo Gomero, la lingua che si parla fischiando

Per chi avesse difficoltà ad avvicinarsi all’inglese, al tedesco, al francese o ad altre lingue straniere note, sappia che in un piccolo angolo di paradiso, l’isola di La Gomera alle Canarie, esiste una lingua molto più distante dai nostri canoni: il silbo gomero.

Silbo in spagnolo vuol dire “fischio”. Questa sola parola rivela l’essenza della lingua, che è completamente fischiata. Per “parlarla” bisogna saper mettere nel modo giusto labbra, lingua e mani, che fungono da vero e proprio megafono per i suoni più acuti. Esistono in totale 6 suoni, di cui 2 sono vocali e 4 consonanti. Ogni suono rappresenta un fonema della lingua di base, sopra la quale il silbo gomero è adattato. In origine la base era il guanche, lingua aborigena delle Canarie che si estinse tra XVI e XIX secolo. Oggi è lo spagnolo. Le combinazioni di questi 6 suoni e le pause permettono di esprimere circa 4000 concetti.

Anziano di La Gomera che comunica con il Silbo. Fonte: Akalvin/Wikimedia Commons

In origine dovevano servirne molti di meno. Pare infatti che, essendo nato per esigenze pratiche, fino all’avvento della cultura spagnola il silbo gomero si limitasse a espressioni legate alla pastorizia e all’agricoltura. Comunicare con il silbo nelle impervie vallate delle Canarie faceva risparmiare tempo e fatica in ogni operazione quotidiana, come chiudere il recinto degli animali o legare la paglia. Il suono acuto dei fischi, insieme alla conformazione delle vallate, permetteva infatti di comunicare anche a 3 o 4 km di distanza, e i pastori potevano impartire ordini quando erano ancora lontano da casa.

Le strette vallate dell’isola. Fonte: Wikimedia Commons

Diffusissimo fino alla fine dell’Ottocento, cominciò a subire un lento declino e rischiò di estinguersi nel secolo scorso, a causa della scomparsa della pastorizia e dell’avvento delle nuove tecnologie, in grado di sopperire all’esigenza per cui il linguaggio era nato. Inoltre durante il suo declino il silbo gomero era associato alla ruralità, e molte famiglie borghesi, vedendo i pastori come una classe inferiore, impedivano addirittura ai propri figli di impararlo. Questa mentalità mutò improvvisamente alla fine degli anni ’90, quando si avvertì il rischio di perdere per sempre questo idioma unico al mondo. Nel 1999 il Governo delle Canarie dichiarò il silbo gomero patrimonio etnografico delle Canarie, e ne istituì l’insegnamento nelle scuole. In questo modo è subito rifiorito, e sempre più giovani hanno cominciato a praticarlo e a comunicare coi loro nonni, gli ultimi ad aver imparato il silbo direttamente in casa. Nel 2009 il lavoro di promozione del governo è stato premiato con l’iscrizione del silbo gomero nella Lista Unesco dei Patrimoni orali e immateriali dell’umanità.

Un tempo diffuso in varie isole dell’arcipelago, oggi il silbo si parla soltanto sull’isola di La Gomera, da cui prende il nome. Il riconoscimento Unesco ha portato alla lingua una notorietà senza precedenti, allontanando il rischio della sua scomparsa e incentivando le iniziative culturali a favore della sua preservazione. Questo video, in cui due ragazze riescono a incontrarsi in un luogo affollato grazie al silbo gomero, testimonia quanto una lingua così antica possa essere fondamentale per comunicare anche nell’epoca di whatsapp e del wi-fi.

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 fonte: retroonline.it

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