Quali “scontri”? Il 25 Aprile, giorno di San Marco, è stato un inno alla Cultura

E’ facile terrorizzare con la menzogna. Noi Veneti lo sappiamo bene. E’ dagli editti napoleonici del 1797 che siamo abituati a convivere con la censura, la minaccia, lo scherno e la negazione. DSC_0155Per tradurla in termini contemporanei e non cadere nella nostalgia, è facile fare una foto dietro un questurino e parlare di “scontri” quanto invece risulta difficilissimo scrivere di cultura, tradizione e identità.
E’ quello che è accaduto alla Festa di San Marco ieri, in piazza a Venezia. Finalmente la festa patronale è divenuta consuetudine ed è già il secondo anno come ufficiale ricorrenza del Comune di Venezia, una battaglia combattuta ormai 6 anni fa quando venne interdetto a pochi ragazzi (tra cui anche minori) di poter festeggiare San Marco in piazza San Marco con il gonfalone marciano.DSC_0129 DSC_0235 Ma quest’ anno a San Marco è stato lanciato un messaggio importantissimo per le genti venete e tutti coloro che lo festeggiano: tuteliamo la Cultura, salviamo la Capitale della Cultura, la nostra Venezia. Ambasciatore di questa tutela è stato nientemeno che Antonio Vivaldi, protagonista indiscusso delle festa, accolto con gioia da un tripudio di bandiere dal leone alato e un silenzio religioso. Uno spettacolo unico e straordinario che ha lasciato a bocca aperta tutti, anche dai ragazzi dei Centri Sociali di Venezia e Mestre, con cui Raixe Venete ha collaborato in più occasioni per la lotta alla tutela della laguna e contro il passaggio in bacino delle Grandi Navi.

Ebbene sì, la forza incredibile delle “Quattro Stagioni” eseguite fronte Basilica ha condotto i festeggianti all’unisono nel celebrare questa fantastica giornata in nome dell’ Evangelista Marco. C’erano tutti, leoni infuocati, leoni azzurro oro, leoni incapucciati, leoni da par tuto! Ecco cosa c’era in piazza! Cuore, orgoglio e passione ovvero gli elementi sani di una festa che finalmente è tornata alla comunità.

Ma nulla di tutto ciò non sarebbe mai avvenuto se non fosse stato per il lavoro straordinario dell’ Associazione Culturale Veneto Uno e il suo presidente Roberto Ghizzo e I Solisti di Radio Veneto Uno e il suo Maestro Giorgio Sini, conduttore applauditissimo del concerto in piazza.

Abbiamo lavorato anche noi, l’ Associazione Culturale Veneto Nostro – Raixe Venete vanta con orgoglio la fiducia del Comune di Venezia già dall’edizione dello scorso anno e quest’anno è stata riconosciuta per aver condotto e gestito in maniera esemplare la piazza più importante del mondo, il tutto in collaborazione con la Milizia Veneta 1° Reggimento Veneto Real e il Gruppo Abiti Storici Tradizionali Veneti.DSC_0334

L’unico scivolone viene dall’informazione, che al solito è riuscita , con puntuale e tempestiva perizia, a comporre un disegno della giornata completamente difforme da quanto vissuto dai partecipanti al concerto, il quale non è mai stato citato nonostante fosse il fulcro dell’evento.
Questo atteggiamento di vera e propria censura, utilizzato proprio nel giorno in cui si festeggia anche la liberazione dal nazi-fascismo, suona oltremodo triste ed inappropriato confermando ancora una volta i pregiudizi intrisi di xenofobia e discriminazione della stampa nei confronti dei Veneti.
Auspichiamo che nelle future edizioni il messaggio possa essere interpretato per quello che è, ovvero una giornata all’insegna della Cultura e della tutela delle tradizioni e delle identità del nostro Popolo nel nome del Suo Patrono.

SAN MARCO 2017 CONCERTOIl nostro ringraziamento va innanzitutto ai nostri volontari e collaboratori tra cui Associazione N.EX.T. , accorsi in Piazza San Marco da tutte le parti del Veneto, ai magnifici professionisti i Solisti di Radio Veneto Uno e al loro Maestro e al Comune di Venezia che ci ha ospitati nella piazza più bella del mondo.

Non resta che invitarvi alla Festa di San Marco 2018! Viva San Marco!

L’ Associazione Culturale Veneto Nostro – Raixe Venete

  • Nicola scrive:

    Bene! Testimonio pure io del fatto che in Piazza tutto fu tranquillo e festoso. WSM

  • Renzo Zenzolo scrive:

    C’ero e posso confermare quanto sopra scritto.
    WSM.

  • Alberto Ottaviano Flangini scrive:

    Complimenti a tutti,compreso il sindaco di Venezia.Purtroppo abio in Brasile,ma faccio gli auguri a tutti per la buona volontá dimostrata.Viva San Marco!

  • Franco scrive:

    In effetti la stampa ormai priva di interesse, cerca con titoloni roboanti ad attrarre qualche compratore. Di fatto la piazza San marcoè tornata ad essere la piazza di tutti i Veneti, dove anche le diverse poisizioni trasversali DEVONO far parte di un confronto. Dopo qualche contrasto contenutissimo, il dialogo con chi contestava si è aperto trovando di fatto quasi tutti i punti a confronto vertenti allo stesso riosultato, Liberare il Veneto e Venezia da partiti e politici disonesti . Finale con regalo Vicendevole di Bandiere Con Passamontagna e no. Le quali Tutte hanno dato un colore costante di VENEZIANITA’ Grazie San Marco

    • Emanuele scrive:

      Hai ragione Franco. È sempre più difficile creare eventi come quello di San Marco che ha coordinato Raixe quest’anno. A parte quale episodio singolo mi pare che i ragazzi con le pettorine rosse abbiano fatto un lavoro eccezionale. Bravi tutti non c’è che dire. Certo che però il Comune di Venezia ha una bella fortuna ad avere associazioni come Raixe Venete che lavorano gratuitamente in nome della cultura. Ti assicuro e io sono di Pordenone che in Friuli sono le amministrazioni a pagare le associazioni purché si svolga attività civica. Ma come si dice, “Venexiani gran signori”…col lavoro degli altri! Comunque ho assistito ad un concerto bellissimo. Grazie a tutta l’organizzazione, continuate così! Viva San Marco!

  • Ivo Papadia scrive:

    Io, Ivo Papadia , ho ricevuto sulla mia mail due diffide della digos con le quali venivo invitato a non manifestare in piazza. Non faccio parte di alcun partito, ma di un paio di associazioni culturali. In piazza San Marco sono stati identificati cittadini presenti solo per santificare la ricorrenza del Santo Patrono: San Marco. D’ improvviso nella piazza più sorvegliata e militarizzata d’ Italia hanno fatto irruzione un centinaio di persone con megafoni slogan e bandiere di San Marco taroccate . Hanno disteso un enorme striscione con le loro parole d’ ordine davanti alla basilica per la fotografia ricordo. Delle centinaio di militari presenti nessuno si è mosso. Subito dopo si sono avvicinati ai presenti che ascoltavano Vivaldi cominciando a provocare con insulti i più vicini che reagivano in modo controllato, ma che comunque ha dato il pretesto alla polizia di intervenire. Così il giorno dopo ed oggi la stampa ha potuto titolare:” Scontri tra venetisti e centri sociali “. Così sono riusciti, italico more, a criminalizzare la festa del nostro Santo Patrono che da qualche anno era rinata e per questo rappresentava un pericolo per lo Stato. Oggettivamente, direbbe il molto erudito Massimo Cacciari, L’ intervento dei centri sociali è stato concordato e preordinato. Risultato acquisito: è stata data una botta non indifferente a una festa che rappresentava, per i Veneti, il riappropriarsi della loro cultura. Su ” Il Gazzettino ” di oggi alla pag. III a proposito della mancata diffida della digos ai centri sociali si legge questa strepitosa giustificazione:” Il motivo per cui la diffida non è arrivata ai centri sociali è semplice: il loro arrivo in Piazza non era stat annunciato ma si è trattato di un ” blitz “,e non essendoci stati L’ anno scorso non vi erano motivi fondati per diffidarli dal manifestare……….”. Capito? A casa mia due più due fa quattro non so a casa vostra. Come diceva il poeta? Ah sì! ” Timeo Danaos et dona ferentes “.

  • franco scrive:

    Cerco d’immaginare come sarà il 25 aprile 2018…

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