Perchè siamo diventati “polentoni”?

di Roberto Agirmo

 

Tanto tempo fa …….. onestamente neppure tanto
7 luglio1868, ovvero dopo meno di due anni dall’annessione “truffa” del Veneto all’Italia, i savoia iniziarono ciò che a tutt’oggi l’Italia non ha mai smesso di fare, ovvero “succhiare financo il sangue alle genti Venete.

polentone - raixe venete

TASSE TASSE TASSE ( speciali per il Veneto ) La tassa sul macinato:

Promulgata per iniziativa di Luigi Menabrea il 7 luglio 1868, entrò in vigore il 1º gennaio del 1869.

A seguito delle rivolte popolari scoppiate per le sue gravi conseguenze, la battaglia si trasferì in Parlamento, ma già il 26 gennaio 1869 il Senato la confermò e conferì al generale Raffaele Cadorna – poi protagonista nel1870 della presa di Roma con la breccia di Porta Pia – pieni poteri per la repressione.

La tassa fu inasprita dal governo guidato da Giovanni Lanza per iniziativa di Quintino Sella nel 1870 e ancora sotto Marco Minghetti tra il 1873 e il 1876, portando infine alla crisi del suo governo e alla caduta della Destra storica.

Giunta la Sinistra al potere, il governo presieduto da Agostino Depretis non abolì subito la tassa, adottando inizialmente una politica di moderata gradualità.

Nel 1879 la tassa fu ridotta solo in parte a causa dell’opposizione della Destra in Senato, la quale ottenne che l’imposta fosse mantenuta per quasi tutti i cereali.

Dopo un’ulteriore riduzione nel 1880, ad opera del secondo governo presieduto da Benedetto Cairoli e con Agostino Magliani come ministro delle Finanze, fu definitivamente abolita nel 1884 dal governo guidato nuovamente da Depretis.

Perché era una tassa specifica per il Veneto e la pianura padana tutta ( ricordo che i territori Veneti arrivavano a Cremona e Mantova!

Metodologia di calcolo della tassa

All’interno di ogni mulino veniva applicato un contatore meccanico che conteggiava i giri effettuati dalla ruota macinatrice.

La tassa era così dovuta in proporzione al numero di questi giri, che, secondo i legislatori, dovevano corrispondere alla quantità di cereale macinata.

Ogni mugnaio era quindi tenuto a versare la tassa all’erario, sia con riferimento alla lettura del contatore, che, in mancanza di questo, sulla base della macinazione presunta. ( vi ricorda nulla la “presunzione di reddito!!!!! “)

Per via di questo meccanismo fiscale il mugnaio stesso rivestiva, suo malgrado, il ruolo di esattore, ( vi ricorda nulla il “sostituto d’imposta????” ) essendo tenuto a richiedere ad ogni avventore del mulino la corresponsione della tassa calcolata in proporzione al peso del cereale che veniva portato alla macinazione.

La misura della tassa variava a seconda del tipo di cereale, ed era commisurata a ogni quintale macinato:

Castagne – Tassa di cinquanta centesimi per ogni quintale macinato

Segale – Tassa di una lira per ogni quintale macinato

Granoturco – Tassa di una lira per ogni quintale macinato

Avena – Tassa di una lira e venti centesimi per ogni quintale macinato

Grano – Tassa di due lire per ogni quintale macinato

La tassa sul macinato era dovuta anche sull’importazione di cereali dall’estero, nella forma di una sovrattassa del 20%, che si sovrapponeva ai dazi doganali già normalmente applicati.

Effetti

Come effetto più diretto, la tassa sul macinato causò un forte incremento del prezzo del pane e, in generale, dei derivati del grano e degli altri cereali, prezzo che non scese dopo l’abrogazione della tassa.

Se da un lato la nuova tassa contribuì, insieme all’Imposta di ricchezza mobile, al raggiungimento del pareggio di bilancio nel 1876, dall’altro diffuse il malcontento nelle classi sociali più povere, per le quali i derivati del grano rappresentavano il principale, se non unico, alimento e andava contro la tradizionale politica annonaria di favorire prezzi contenuti per i cereali.

Un’altra importante conseguenza del provvedimento fu la progressiva chiusura di gran parte dei piccoli mulini non in grado di munirsi dei necessari meccanismi di misura, necessari per determinare l’ammontare dell’ imposta da pagare, a vantaggio di quelli più importanti, i quali, riuscendo a dichiarare meno di quanto macinassero e grazie all’economia di scala, potevano vendere i propri prodotti a un prezzo inferiore.
( La storia si ripete…. Troppe tasse e le aziende chiudono )

A seguito dell’introduzione della tassa scoppiarono in tutta Italia violente rivolte, che furono represse duramente, spesso nel sangue.

Per chiudere …….
Macinando meno i cereali ( per spendere meno tasse ) la grana degli stessi dava l’opportunità di fare “solo” macinati per polenta, ergo sulle tavole c’era solo quella, e vai di polenta oggi, vai di polenta domani ecco nati i Polentoni!

Bona xe anca bona, ma magnarla tuti i di te vien el scorbuto!

WSM

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