L’origine di Venezia tra realtà e leggenda

” Un tempo Venezia era un luogo deserto, disabitato e paludoso. Coloro che oggi si chiamano Venetici, erano Franchi di Aquileia e di altre località della terra dei Franchi e abitavano nella terraferma di fronte a Venezia […] coloro che erano fuggiti nelle isole di Venezia, avendovi trovato sicurezza e un modo per mettere fine ai loro timori, decisero di prendere dimora qui e così fecero abitando in questo luogo fino ai nostri giorni “(Costantino VII Porfirogenito, Imperatore di Bisanzio)

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Così raccontava l’Imperatore erudito Costantino VII di Bisanzio, parlando dei luoghi dove era sbocciata la civiltà veneziana. Al tempo, siamo nel X secolo dopo Cristo, nulla si sapeva della nascita di Venezia e quelle poche informazioni che erano arrivate nel Bosforo, erano state distorte e volontariamente romanzate dagli stessi Veneziani.
Il falso mito della nascita di Venezia è stato per lungo tempo materia di studio e per molti versi è ancora attuale, specie nel cuore di certi Veneziani che, ancora oggi ricordano, con una certa nostalgia, le antiche gesta dei loro padri. Purtroppo non tutto quello che è mito può essere considerato verità e, grazie agli studi compiuti negli ultimi anni, molte delle leggende sono state del tutto dissipate.
Il colpevole di tutta questa confusione è un testo, scritto attorno al mille, chiamato Chronicon Altinate, ripreso poi dallo storico veneziano Marin Sanudo, dove si ricorda la nascita di Venezia il 25 marzo del 421. Sempre secondo questa fonte, i primi insediamenti furono costruiti nella zona di Rivoalto, l’odierna Rialto, essendo le uniche isole che affioravano dalla laguna. Il primo edificio costruito fu una chiesa dedicata a San Giacomo, in vulgo Giacometo, da parte del carpentiere Candioto. L’uomo si era miracolosamente salvato da un incendio e, per ringraziare dallo scampato pericolo, volle costruire un luogo di culto. La chiesa si trova ancora li, dove il mito ancora la ricorda nel pieno cuore dell’odierna città di Venezia e nel bel mezzo dell’affollatissimo mercato di Rialto. Peccato però che la struttura odierna sia stata costruita attorno al 1100 ossia, quasi mezzo secolo dopo la presunta fondazione. Oltre a ciò, la leggenda della nascita di Venezia si tinge di un altro elemento, donando, se fosse possibile, ancora più fascino alla città nata sull’acqua. Si tratta del resoconto di Cassiodoro, che scrive attorno al VI secolo durante il governo di Teoderico, re goto, subentrato al governo dell’Impero Romano d’Occidente decaduto nel 476. La frase è carica di charme perché paragona i Veneziani a degli uccelli marini, tanta è la loro simbiosi con le acque e le lagune.

Al pari di uccelli marini avete disseminato le vostre dimore sugli specchi acquei, avete unito terre frastagliate e contro la rabbia delle onde avete eretto argini (Magnus Aurelius Cassiodoro, 537 d.C.)

E’ possibile che già nel VI secolo, in pieno cambiamento del sistema politico e amministrativo, parte della popolazione fosse già insediata a Venezia? I goti stavano per essere scacciati dai Bizantini che rappresentavano la continuità con l’Impero Romano, essendo loro stessi i Romani d’Oriente. La penisola italica, infatti, era l’ultimo lembo ancorato alla tarda antichità, mentre il resto dell’Europa occidentale era caduta in quel periodo conosciuto come medioevo.
La laguna di Venezia si trovava così da fungere da cerniera tra Oriente ed Occidente, cosa che la caratterizzerà per tutta la sua storia.

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La guerra gotica (535-553) portò vent’anni di rovina all’intera penisola e il controllo di Bisanzio dalle Alpi alla Sicilia. Ma il controllo bizantino durò pochissimo perché da li a poco, una bellicosa tribù di diverse etnie conosciuta come Longobardi, varcò le Alpi orientali e invase la pianura padana.
I primi a popolare la laguna furono i profughi delle città romane, rifugiatisi nelle umide e malsane lagune, che però permettano loro di scappare alle razzie e alle distruzioni. Fu così che questi, scappati dalla guerra, iniziarono a costruire i primi insediamenti. La prima isola che venne colonizzata fu quella di Torcello, situata nella zona nord della laguna, e quindi più vicino alla terraferma e alle antiche vie di comunicazione romane. Le nuove micro comunità che si erano stanziate in quelle terre, non di certo salubri ma molto sicure, furono inglobate nel nuovo sistema amministrativo bizantino sotto la guida dell’Esarco, potente governatore imperiale che controllava tutti i domini di Bisanzio nella penisola italica con sede a Ravenna. Come si è detto prima i Longobardi erano un popolo arcigno e molto bellicoso, i soldati dalle biondi chiome, come erano ricordati appunto i Longobardi dalle fonti bizantine, conquistarono in poco più di vent’anni tutto l’odierno nord Italia e Toscana, con l’eccezione di piccole enclave che rimanevano in mano ai Bizantini. Padova, antico caposaldo imperiale, cadde nel 602, sotto i colpi d’ariete dell’esercito longobardo guidato da Agilulfo. I padovani scapparono così nelle zone di Brondolo e di Chioggia, ossia nell’odierna laguna occidentale. Nel 616, Concordia venne conquistata e anche in questo caso la popolazione si spostò verso le più sicure lagune con il proprio vescovo, fondando la nuova città di Caorle che divenne la sede vescovile con il beneplacito del Papa Teodato. Bisanzio non lasciò indifesi i propri sudditi, tanto che la politica attiva di Gregorio, un alto ufficiale imperiale, permise di mantenere Oderzo come caposaldo nel mare longobardo. Nel 639 le cose cambiarono ancora, dato che il nuovo re Rotari era deciso di conquistare tutte le terre rimaste ai bizantini e per fare ciò lanciò una nuova e robusta campagna militare che portò alla conquista della Liguria e della terraferma veneta, tanto che vennero distrutte le città di Oderzo e di Altino. Come per le altre città, le popolazioni emigrarono verso le lagune e il vescovo Magno si trasferì ad Eraclea, nuova sede costruita dai bizantini per difendere gli ultimi brandelli di territorio. Gli abitanti di Altino invece si stabilirono nell’isola di Torcello insieme al loro vescovo.
Fu così che le piccole isole della laguna iniziarono a popolarsi di queste genti, le quali ricostruivano man mano la loro vita e la loro società, tra terra e mare, costituendo il cuore della futura Venezia.

Cronologia Essenziale

539 I Bizantini compaiono nella Venetia et Histria.
568 I Longobardi invadono l’Italia.
568 o 569 Paolo patriarca di Aquileia fugge a Grado. 568 o 569 Treviso si arrende al re Alboino.
590 L’esarca Romano riconquista Altino.
591 Concordia è longobarda.
601 Il re Agilulfo conquista Padova.
616 ca. Il vescovo di Concordia si sposta a Caorle per paura dei Longobardi.
639 ca. Caduta di Oderzo e di Alzino. Gli abitanti si rifugiano a Eraclea e a Torcello.

 

fonte: linkiesta.it

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