20 April 1797 – el dì del corajo

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20 April 1797 – el dì del corajo

9,50

Dixegni de Michele Nardo

Riserche storiche, prefasion e senografia de Dan Morel Danilovich

Co la colaborasion de Millo Bozzolan e Anna Buranello

Covertina rigida

Disponibile

Descrizione prodotto

Ecco a Voi il libro a fumetto edito da Raixe Venete su uno dei giorni storici della Repubblica Veneta, con questa edizione Raixe Venete compie l’ennesimo sforzo per cercare di far conoscere ai Veneti la propria storia, storia troppo spesso trascurata, questo impegno dell’associazione è ben giustificato e spiegato dalle parole che troverete nel retro del libro come prefazione, che vi riportiamo di seguito.

“…mi chiedo per quanto tempo ancora i giovani Veneziani e Veneti, come i miei figli Caterina Angela ed Alvise Leonardo, dovranno conoscere forzatamente il tumulto dei Ciompi o i Vespri siciliani, o Ettore Fiermosca o Pier Capponi, o credere alla fola che il plebiscito che consentì la formale annessione della mia terra all’italia, nel 1866, abbia potuto sortire il risultato di 647426 voti a favore dell’annessione al Regno Sabaudo e solo 69 contrari, od all’altra accattivante storiella che mille uomini in camicia rossa abbiano potuto da soli aver ragione del Regno delle Due Sicilie, e non conoscere mai chi, come Domenico Pizzamano, consegnò la propria vita alla Patria nella speranza, sino ad oggi vana, che anche i posteri potessero goderne bellezza, tolleranza, pace e fiera indipendenza.”

Nella primavera del 1797 Venezia era insidiata da vicino, per terra e per mare. Tutti i Dominii dello Stato da Tera erano stati invasi dalle 20 april – raixe venetetruppe francesi, lanciati all’inseguimento dei reggimenti austriaci in rotta. Il generale Bonaparte, approfittando della neutralità dichiarata dalla Serenissima, si era impadronito di tutte le sue più grandi Città e fortezze. I sudditi di San Marco erano drammaticamente esposti a ogni tipo di violenza, taglieggiati e derubati con arbitrarie confische. Frequenti le sommosse popolari che si scatenarono contro l’occupante d’Oltralpe e contro i giacobini locali che faacevano comunella con tutti coloro che volevano tar vantaggio dalla rovina della Repubblica. Si ebbero eccidi nelle vallate besciane, come pure in varie località venete. Anche Verona osò resistere a questo fiume in piena che dilagava spargendo ovunque i dettami della Rivoluzione del 1789. Solo pochi giorni prima della vicenda qui narrata, si combatté in quella città una battaglia poi passata alla storia con il nome di “Pasque Veronesi”. Bonaparte, in realtà, aveva fatto di tutto per cagionare l’incidente internazionale: egli cercava un qualsiasi contrasto violento che gli consentisse di dichiarare guerra alla pacifica Repubblica Veneta (con cui la Francia aveva buoni rapporti diplomatici). Infatti, una volta invasi i territori veneti senza dichiarazione di guerra, non avrebbe potuto impadronirsene se non avesse neppure simulato lo stato di belligeranza. Così cominciò a proferire minacce e a dettare condizioni al Senato Veneto, agli Inquisitori di Stato e al Maggior Consiglio , dichiarando agli ambasciatori della Serenissima che “sarebbe stato per Venezia un nuovo Attila”.

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Peso 0.35 kg

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