Altri veneti xè drio rasenhàrse a èser skiavi dei taliani.
El vero de Muràn no'l xè pì vero de Muràn, ma "vetro made in italy".
Guai a ki ke lo chama(ciama) ncora vero de Muràn.
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ECONOMIA
Barovier, il re del vetro
a un fondo d’investimento
Venduta la quinta azienda più antica al mondo
VENEZIA - Soffiano vetro da settecento anni, sono la quinta impresa familiare più antica del mondo e, naturalmente, appartengono all’esclusivo club francese Henokiens che riunisce i titolari delle aziende appartenenti da almeno duecento anni alla stessa dinastia, secondi solo agli albergatori giapponesi Hoshi (1300 anni di storia) e in compagnia dei veneti Nardini (grappe), Conte (tessile), Colbachini (campane). Sono i veneziani Barovier della Barovier & Toso di Murano, le cui radici affondano addirittura nel tredicesimo secolo, anno 1295, e i cui prodotti hanno accompagnato nel corso dei secoli artisti del calibro di Caravaggio, Tintoretto e Giorgione. Ebbene, dopo ventuno generazioni ieri è passato di mano il pacchetto di maggioranza della società. La ragione è un segno dei tempi: i figli non vogliono occuparsi di vetro. Cioè, la vetiduesima generazione ha detto basta e così si chiude un’epoca. La società occupa attualmente 80 dipendenti per un fatturato di circa 13 milioni di euro e un utile di 1,4. Numeri decisamente secondari rispetto al valore simbolico e storico dell’operazione sottoscritta ieri.
A rilevare il controllo non è un’altra famiglia di maestri vetrai e neppure un tycoon veneziano. E’ un fondo di private equity, Avm che controlla l’Officina dell’Arte della docente universitaria bergamasca Giovanna Dossena, già ribattezzata lady Finanza per via delle sue coraggiose e felici incursioni nel capitale di grosse aziende. La società è stata valutata 20 milioni di euro e il fondo ha rilevato l’80% del capitale dalla Vetrai28 delle famiglie Baravier e Toso che detenevano la totalità del pacchetto. Il 20% rimane ai Barovier, che continueranno comunque a timonare l’azienda con Jacopo, presidente e amministratore delegato (nuovo vicepresidente Alfredo *****la). Esce invece di scena la famiglia Toso. Domanda: chi c’è dietro a questo fondo d’investimento? Spuntano alcuni nomi, investitori di Avm Private Equity nel Nordest, e sono tutti friulani. C’è innazitutto Roberto Snaidero della famiglia proprietaria del gruppo leader delle cucine, che però investe nel fondo a titolo personale; c’è Luigi Cimolai, il magnate friulano delle costruzioni e dei tubi d’acciaio; c’è Antonio Maria Bardelli della finanziaria Bardelli, attiva in vari settori, dalla ferramenta alla siderurgia; c’è il gruppo Zaffiro, leader delle residenze per anziani; c’è l’investitore Lucio Fusaro. E i vetrai? Solo lui, Jacopo Barovier, ultimo testimone della centenraia impresa familiare: «Volevamo un partner appassionato e credibile che potesse accompagnare la società verso nuovi obiettivi garantendone la continuità e la stabilità - ha detto il presidente - Un partner intenzionato a voler restare protagonista ad alto livello nel settore del vetro soffiato d’illuminazione». Soddisfatta la professoressa Giovanna Dossena : «Barovier& Toso rappresenta un simbolo del made in Itakly nel mondo, al quale volgiamo dare il nostro apporto ». A finanziare il progetto un istituto veneto: la Banca Popolare di Vicenza. Advisor lo studio Pedersoli.
Andrea Pasqualetto
24 luglio 2010
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dime can ma no
taliàn o padàn
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