CAMPO SAN MARTINO La Giunta comunale approva la proposta dell'associazione "Veneto nostro", già prevista dalla legge
Sui cartelli il nome del paese in dialetto
Verrà sostituita la segnaletica con la dicitura solo in italiano, nel rispetto del codice della strada
Il Comune dice di sì alla possibilità di adottare anche la lingua veneta nella segnaletica stradale. Nei primi giorni di gennaio l'associazione "Veneto Nostro" ha inviato ai Comuni una lettera dove segnalava alle amministrazioni la possibilità di installare cartelloni che indicano il nome del Comune con la dicitura in italiano e in dialetto locale. Lettera che in qualche maniera "rispolverava" quello che già prevede una normativa di legge e che non è sfuggita all'amministrazione leghista di Campo San Martino, particolarmente attenta alle iniziative che puntano alla valorizzazione dell'identità veneta. L'indicazione di poter scrivere in doppia lingua il nome del Comune e delle frazioni è stata portata all'attenzione della Giunta che dopo averla valutata in maniera favorevole ha inviato una comunicazione all'associazione "Veneto Nostro" e agli uffici comunali dove si precisa che «l'amministrazione procederà all'installazione di idonei segnali di localizzazione territoriale del confine del Comune in lingua veneta in quanto consentito dal vigente codice della strada. Si resta in attesa di una indicazione di luoghi e forme conformi al codice della strada». Un'iniziativa prevista dunque da una normativa di legge che non necessita di alcuna deliberazione da parte dell'amministrazione, ma della semplice attuazione di quanto recita il testo di legge. «Siamo prossimi alla sostituzione della cartellonistica nel nostro territorio - ha precisato il vice sindaco Raffaele Salvato - e dunque si sta valutando la possibilità di installarla con la scritta in lingua italiana e in dialetto veneto. Un'idea questa che abbiamo da parecchio tempo anche perché questo contribuisce al riconoscimento delle nostre radici». Ma l'amministrazione di Campo San Martino, guidata dal senatore e sindaco leghista Antonio Vanzo, non è nuova ad iniziative che puntano alla valorizzazione della lingua veneta e all'utilizzo della doppia dicitura. Già da alcuni anni infatti la convocazione del consiglio comunale e i relativi punti all'ordine del giorno vengono scritti in dialetto veneto e in italiano.